Polenta di Beura
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Beura Cardezza e più in generale la bassa Ossola, selvaggia e povera sino all'800, ha conosciuto negli ultimi due secoli uno sviluppo industriale abnorme per una zona montana, dovuto principalmente all'abbondanza di energia elettrica prodotta dalle centrali, che ha favorito l'insediamento dell'industria chimica e siderurgica nella piana del Toce.

Per effetto di questo fenomeno le aree agricole sono andate via via in disuso, oppure sono finite come zone di produzione esclusiva di foraggi escludendo dalla tavola tradizionale la biodiversità autoprodotta.

Dagli anni 80 la siderurgia e la chimica hanno abbandonato definitivamente o parzialmente il territorio e nel contempo si stanno bonificando le conseguenze ambientali del passaggio industriale in Ossola. Quindi il lavoro di fabbrica si allontana, nel frattempo, la popolazione circostante sta faticosamente riconvertendo l'economia, anche se i cimeli della decadenza industriale turbano zone di interesse turistico naturalistico in modo disonorevole. Tuttavia si può reagire, infatti l'Ossola deve tentare attraverso il turismo e la ruralità di acquisire un ruolo centrale nel panorama piemontese e per fare ciò deve valorizzare quei settori economici che stanno dando segnali di crescita: quelli legati allo sfruttamento delle risorse ambientali "verdi" come la produzione idroelettrica, l'agricoltura tradizionale non estensiva, il turismo di nicchia legato all'offerta termale ed all'enogastronomia.

È in questo contesto che il progetto POLENTA DI BEURA ha avuto origine a fine 2012, alcune persone, collegate tra loro per motivi professionali o di amicizia, hanno espresso la necessità di mettersi in gioco con un progetto di produzione agricola. Contemporaneamente, il Comune di Beura Cardezza, che negli ultimi anni ha promosso le attività di avvicinamento alla pratica agricola nell'ottica della valorizzazione delle peculiarità locali, ha intensificato la collaborazione con l'Associazione Produttori Agricoli Ossolani (APAO) che in passato ha operato con medesime finalità in campo frutticolo e vitivinicolo, con risultati molto apprezzabili. Con loro e con il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cramac) si è dato vita ad un progetto volto al reinserimento della coltivazione dei cereali nella piana dell'Ossola. Forte del conferimento di due appezzamenti di terreno il Comune ha avviato il progetto POLENTA DI BEURA, finalizzato a ricavare una produzione locale di farina di mais per alimentazione umana, capace di inserirsi nel più vasto panorama ossolano di prodotti tipici, quale nuova frontiera del marketing territoriale e gastronomico.

Così, nel 2013, al termine di un'estate piovosa e poco soleggiata è stato raccolto il primo mais, con una produzione netta di 125 Q.li di farina, che sono stati immessi sul mercato tramite un grossista di prodotti alimentari.

Nell'anno, 2014, sono state individuate e prese in carico, nuove superfici, che portano la coltivazione al raddoppio. Infatti con oltre 3 ha di nuovo terreno conferito si è ottenuta una produzione di 300 q.li di farina, da qui la necessità di allargare la rete di vendita coprendo un area più vasta anche al di fuori della Provincia dando mandato di distribuzione ad importanti aziende del settore di distribuzione alimentare.

Nell'anno 2015 vista la buona richiesta del mercato nei confronti della POLENTA DI BEURA vi è stato un passaggio quasi naturale del progetto da iniziativa "pubblica" a nascita di una nuova realtà aziendale, un importante risultato in un momento economico difficile.
E' nata così la Società Mulino San Giorgio Società Semplice Agricola che si trova nel Comune di Beura Cardezza in Provincia di Verbania, opera nel settore dell'agricoltura con la produzione di farina da polenta e patate nostrane con sede in via al Toce n. 17 - 28851 Beura Cardezza (VB).

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